Il 16 dicembre scade il termine per il versamento della seconda rata dell’IMU (Imposta Municipale Unica), comunemente nota come saldo IMU o conguaglio. 

Questo appuntamento fiscale richiede un’attenta analisi, sia per l’aggiornamento delle esenzioni applicabili che per le recenti novità giurisprudenziali e normative. 

A tal fine, il MEF ha pubblicato sulla pagina dedicata, clicca qui per accedere.

Attenzione al fatto che gli elenchi generali relativi a ciascuna annualità, che si aggiornano in automatico in base alle pubblicazioni effettuate quotidianamente.

Gli elenchi generali riportano i seguenti dati: 

  • codice catastale, 
  • denominazione del comune, 
  • numero e data della delibera, 
  • data di pubblicazione della stessa, provincia,
  • regione,
  • nome del file contenente l’atto (il cui testo in formato pdf è disponibile nella raccolta per regione)
  • indicazione del tributo o dei tributi cui il medesimo si riferisce.

1) Scadenza IMU : quando e cosa si paga

Il versamento a saldo deve essere effettuato entro il 16 dicembre. 

Questa rata serve a:

  • completare quanto già versato in acconto a giugno;
  • conguagliare eventuali variazioni normative, deliberazioni comunali o condizioni dell’immobile sopravvenute nella seconda parte dell’anno;
  • applicare eventuali esenzioni maturate nel periodo di riferimento.

Prima di calcolare l’importo dovuto, è fondamentale verificare:

  • la posizione catastale dell’immobile, 
  • la sua destinazione d’uso attuale, 
  • ed eventuali agevolazioni o esenzioni spettanti.

2) Esenzioni IMU: chi non paga l’imposta

Le esenzioni possono derivare dalla legge o da delibere degli enti locali.

Le esenzioni di legge  prevedono molteplici categorie di immobili escluse dal pagamento IMU per legge. 

Tra le più rilevanti:

  • terreni agricoli: esenti se condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.
  • immobili pubblici: posseduti da Stato, Regioni, Comuni o enti sanitari se destinati a funzioni istituzionali.
  • immobili catastati E/1-E/9: tra cui porti, caserme e infrastrutture portuali, anche se affidate a privati.
  • immobili culturali: come musei, archivi, cineteche, purché aperti al pubblico e senza scopo di lucro.
  • luoghi di culto e immobili della Santa Sede, in base al Concordato.
  • enti non commerciali: immobili usati esclusivamente per attività non commerciali (assistenza, cultura, sport, ricerca, culto).

Dal 2023, sono esenti anche:

  • immobili dell’Accademia dei Lincei
  • immobili occupati abusivamente, se il proprietario ha presentato denuncia penale: la Corte Costituzionale ha riconosciuto l’effetto retroattivo dell’esenzione.

Le esenzioni previste per delibera comunale non sono automatiche, ma richiedono una delibera appunto:

  • immobili in comodato gratuito a enti pubblici o ONLUS.
  • esercizi commerciali in zone precluse al traffico per cantieri pubblici > 6 mesi.
  • attività economiche in aree montane o con meno di 3.000 abitanti.
  • ONLUS, APS e imprese sociali, se previsto dal regolamento comunale.

Prima di pagare occorre sempre verifica il regolamento IMU del Comune dove è sito l’immobile per sapere se tali esenzioni sono attive.

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