{"id":1101,"date":"2024-02-21T16:18:00","date_gmt":"2024-02-21T15:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/?p=1101"},"modified":"2024-02-23T18:47:31","modified_gmt":"2024-02-23T17:47:31","slug":"febbario-uil-e-cgil-in-piazza-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/2024\/02\/21\/febbario-uil-e-cgil-in-piazza-a-firenze\/","title":{"rendered":"Febbraio UIL E CGIL in Piazza a Firenze!"},"content":{"rendered":"<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p>La tragedia di Firenze strazia, ma non stupisce. Sui luoghi di lavoro si consuma quotidianamente un bollettino di guerra che la UIL denuncia da tempo. E non solo la UIL. Basta guardare gli ultimi dati provvisori sugli infortuni sul lavoro dell\u2019INAIL. Il riepilogo di fine anno confronta il periodo gennaio-dicembre 2023 con lo stesso periodo del 2022 e non rileva alcun miglioramento.<\/p>\n<p>INFORTUNI: I SETTORI DOVE AUMENTANO<\/p>\n<p>Infatti, sono stati registrati <strong>585.356<\/strong> infortuni, <strong>112 mila in meno rispetto l\u2019anno precedente<\/strong>. Un calo, per\u00f2 dovuto quasi esclusivamente al \u201cminor peso\u201d dei casi Covid. Al netto dei contagi la riduzione \u00e8 decisamente pi\u00f9 contenuta, passando dal 16% in meno al solo 1%. Inoltre, analizzando i numeri per settori persistono ambiti lavorativi dove gli infortuni non fanno altro che aumentare. Ad esempio, nel settore bevande si \u00e8 registrato un +24,9%, nella fabbricazione di autoveicoli +22,0%, nella fornitura di acqua-reti fognarie, attivit\u00e0 di gestione dei rifiuti e risanamento +14,3%. Gli incrementi non hanno risparmiato, poi, l\u2019ambito della riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature (+8,7%), dell\u2019abbigliamento (+5,4%), delle attivit\u00e0 dei servizi di alloggio e di ristorazione (+4,4%) e delle costruzioni (+4,1%).<\/p>\n<p>PI\u00d9 GIOVANI, PI\u00d9 A RISCHIO<\/p>\n<p>Anche l\u2019analisi per classi d\u2019et\u00e0 d\u00e0 risultati preoccupanti, perch\u00e9 sono i giovanissimi a pagare di pi\u00f9 le lacune sulla salute e sicurezza sul lavoro. Per la precisione la categoria che ha registrato un aumento degli infortuni \u00e8 proprio quella degli under 20. Tra questi 9 incidenti su 10 riguardano degli studenti. Il 97% sono alunni di scuole pubbliche statali mentre il 3% sono \u201cdelle scuole private o pubbliche non statali rientranti nella gestione industria e servizi\u201d. Un altro campanello dall\u2019allarme che dovrebbe far riflettere sulla grave carenza di formazione e supporto nei progetti di alternanza scuola lavoro<br \/>\nLorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit.<\/p>\n<p>OLTRE MILLE MORTI SUL LAVORO<\/p>\n<p>E se numeri e dati sugli infortuni avviliscono, quelli sulle morti sul lavoro scioccano. Continuiamo a contare oltre 1000 morti sul lavoro. Tra gennaio-dicembre 2023 abbiamo registrato 1041 decessi contro i 1090 del 2022. Una misera variazione del 4,5% che deriva soprattutto dalla riduzione delle morti in itinere, cio\u00e8 nel percorso casa-lavoro. Gli incidenti mortali (sempre che siano incidenti) in occasione da lavoro, invece, aumentano. Non sono mancati commenti di soddisfazione per queste oscillazioni statistiche che, in realt\u00e0, non hanno nulla a che fare con un effettivo cambio di rotta nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro.<\/p>\n<p>Va certamente considerato che si tratta di dati provvisori. I prossimi aggiornamenti permetteranno di tracciare un quadro pi\u00f9 consolidato. Ma la tendenza del fenomeno \u00e8 purtroppo palese. E l\u2019indirizzo del Governo lo \u00e8 stato altrettanto. I sindacati attendono da luglio scorso di essere convocati per intervenire sull\u2019emergenza della sicurezza sul lavoro. Eppure, nulla \u00e8 stato fatto, se non un breve consulto integrativo venerd\u00ec scorso su un decreto gi\u00e0 approvato la mattina stessa.<\/p>\n<p>UN GOVERNO ASSENTE.<\/p>\n<p>L\u2019approccio dovrebbe essere esattamente il contrario. Andrebbe avviato un percorso di dialogo con le parti sociali per decidere e attivare delle misure strutturali che agiscano prima, durante e dopo.<\/p>\n<p>Innanzitutto, bisogna lavorare sulla prevenzione e la formazione, garantendo tutti gli strumenti di tutela a lavoratrici e lavoratori. Specie ai pi\u00f9 giovani impegnati nell\u2019alternanza scuola-lavoro.<\/p>\n<p>Secondo poi, \u00e8 cruciale investire risorse per aumentare ispezioni e ispettori, dando sostanza alla legislazione d\u2019avanguardia che fortunatamente abbiamo nel nostro Paese. Allo stesso tempo, non possiamo pi\u00f9 tollerare che gare al massimo ribasso e subappalti a cascata, finiscano per sacrificare la vita di chi lavora in nome del profitto. Come non \u00e8 accettabile che con la Riforma Cartabia, il pi\u00f9 delle volte, i processi per morti e infortuni sul lavoro finiscano in prescrizione, senza garantire neanche giustizia alle famiglie delle vittime. In tal senso, non solo pretendiamo pi\u00f9 efficienza del sistema giudiziario, ma che questo si adegui alla portata dei reati che giudica. Perch\u00e9 quando non si applicano le norme sulla sicurezza, non parliamo di incidenti, ma di omicidi e tale deve essere la loro denominazione nel codice penale. Lo abbiamo fatto per l\u2019omicidio nautico, facciamo altrettanto per le stragi sul lavoro.<\/p>\n<p>Sono proposte avanzate dal Sindacato Confederale da mesi, se non anni, che finora non hanno ricevuto risposta. La volont\u00e0 politica di attuarle non si \u00e8 ancora concretizzata, nonostante fatti come quello del crollo nel cantiere di ESSELUNGA continuino a susseguirsi senza tregua.<\/p>\n<p><strong>UIL e CGIL lo ribadiranno ancora una volta, domani 21 febbraio, in piazza a Firenze. Basta morti sul lavoro, il profitto non vale la vita umana! <\/strong><br \/>\nLorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragedia di Firenze strazia, ma non stupisce. Sui luoghi di lavoro si consuma quotidianamente un bollettino di guerra che la UIL denuncia da tempo. E non solo la UIL. Basta guardare gli ultimi dati provvisori sugli infortuni sul lavoro dell\u2019INAIL. Il riepilogo di fine anno confronta il periodo gennaio-dicembre 2023 con lo stesso periodo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1114,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-1101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sgk"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1101"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1436,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions\/1436"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cafuil.trentino-sudtirol.it\/UILSGK\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}